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![]() Quanti segreti, quanti affari, quante truffe in nome del…cognome! Alzi la mano chi, almeno una volta non abbia ricevuto, da parte di qualche sedicente agenzia, la proposta di una ricerca araldica su improbabili “nobili natali”. Forse non tutti sanno che l’uso del cognome nel mondo occidentale è relativamente recente: fino al XVII secolo, infatti, la persona veniva identificata dal “signum” (il nome singolare) che aveva sostituito, attorno al V secolo dopo Cristo, la formula a 3 elementi di stile romano come, ad esempio, Caio Giulio Cesare o Marco Tullio Cicerone. Faceva eccezione…Venezia, come sempre… unica al mondo: in un documento del 1090, infatti, oltre al doge, i sottoscrittori di un atto di donazione a Rialto vengono indicati con nome e cognome. Stessa firma si trova negli elenchi dei cittadini eletti al Maggior Consiglio. Precocità della Serenissima… Solo dopo il Concilio di Trento (1545-84) si fa obbligo ai parroci di indicare nei registri i cognomi dei propri fedeli in occasione di battesimi, matrimoni e morti! FONTI Per una ricerca sul tema, accanto a quelle ufficiali (registri anagrafici , questionari dei censimenti, liste elettorali) la fonte da cui si ricava qualche informazione sui nostri cognomi sono gli elenchi telefonici online, pagine bianche etc Spulciando, infatti, gli elenchi telefonici, possiamo stimare approssimativamente, fatte le debite proporzioni, un numero di cognomi o più correttamente di “tipi cognominali” nel Triveneto di qualche decina di migliaia, a fronte del milione a livello Italia, ipotizzato dallo studioso De Felice nel suo “Dizionario dei cognomi italiani”. RECORD Il cognome più lungo nel Nord EST? Si trova in Trentino Alto Adige: con 18 lettere il record appartiene “ex aequo” alle famiglia Tschurtschenthaler e Mairvongrasspenten. Il più corto? Tra i tanti con sole 2 lettere vi segnaliamo i Bo del Veneto o i Re …del Friuli Venezia Giulia. Ma procediamo con ordine, cominciando a dare i numeri e le frequenze: alcuni cognomi appaiono nei nostri elenchi una sola volta; altri, tipo Rossi, 58.421 volte. Qualche curiosità: in Italia vivono 57 Pulcinella (di cui… 0 a Napoli) mentre di famiglie Zero se ne trovano ben … 112. HIT PARADE Sapete qual è l’iniziale più frequente? La consonante C . Girando dalle nostre parti, la finale in “i” prevale in Trentino Alto Adige (68%) e in Friuli Venezia Giulia (60%) mentre quella in “o” è la più diffusa nel Veneto. Questi i record per le province nostrane: a Trento i più numerosi sono i Tomasi, a Bolzano i Mair. Furlan domina a Trieste, Bressan a Gorizia, Rossi a Udine e Brusadin a Pordenone. In Veneto passiamo dai Da Rold di Belluno ai Pavan di Treviso, dai Rossi di Vicenza agli Schiavon di Padova. I Ferrari stravincono a Verona, gli Osti invadono Rovigo. A Venezia? Non c’è proprio storia: i Vianello, òstrega… FILONI Dove sta la radice, il ceppo, l’origine dei nostri cognomi? Spesso è avvolta nel mistero anche se, in molti casi, è possibile tracciare una curiosa catalogazione di quelli prevalenti nel Nord Est secondo i seguenti macro raggruppamenti. Filone classico: comprende i cognomi che derivano dalla tradizione di ceppo latino (Bacco/Bacchin, Cesaro, Costantini, Giuliani), ebraico (Gasparini, Lazzaro, Marchiori, Mattiuzzo, Sabbadin, Salamon, Sanson), greco (Andronico, Cristofori, Parisotto, Teodori), germanico (Albertin/D’Alberton, Baldan, Bernardi, Berto, Dorigo, Frigo, Girardi, Gottardo, Heinz, Mazzon, Renier, Vendramin). Filone medioevale: contengono un’eco benaugurante (Benvenuti/Benvegnù, Bonaman, Bonaventura/Venturini, Bonora, Dante, Possamai) o letterario-cavalleresco (Artuso, Danesin, Galeazzo/Galiazzo, Galvan, Merlino, Morandin, Orlando, Paladin, Rinaldo, Scarabello, Vian/Vianello) che richiamano personaggi del ciclo della Tavola Rotonda. Filone agiografico: segno di devozione ai santi i vari Agnoletto, Benedetti, Marconato, Maso (da S. Tommaso), Bastianello, Lorenzin, Pellegrini, Filippi, Toniolo (da S. Antonio). Filone imperativale: sono cognomi composti, tipo Ama-dio, Bene-te-godi, Bevi-l-acqua, Caccia-villani, Canta-fio, Papa-fava, Salva-l-aio, Scanta-mburlo, Spera-in-dio. Filone fisico-morale: rivelano antichi “soprannomi” legati a caratteristiche di carattere (Allegro, Bon, Galante, Paccagnella), fisiche (Baldon, Basso, Biasiolo, Bullo, Calore, Del Sordo, Destro, Frei, Gobbo, Longhin, Piccoli, Rizzo ma anche Gamba e Seno), cromatiche (Baggio, Bianchin/Del Bianco/Weiss, De Rossi, Gri(e)ggio, Schwarz, Moro, Negro, Rossi/Ruffato). Filone etnico-topografico: indicano flussi migratori interni al nostro territorio (Bassan, Bolzan, Cadorin, Carnio, Cenedese, Chiozza, D’Este, Feltrin, Fregonese, Furlan, Noventa, Pavan, Piovesan, Soligo, Tasinato, Trentin, Trevisan, Veronese, Visentin) o esterni al Triveneto, da quelli d’oltreadriatico (Albanese, Greco, Schiavon, Tramarin, Zara) a quelli di zone vicine (Bergamin, Bolognese,Bressan, Cremonese, Ferrarese, Lombardo, Mantovan, Meneghin, Milan, Pesaro, Ravagnan), lontane (Genovese, Lucchese, Pesaresi, Romano,Sinigaglia) o addirittura straniere (Boem, Cattelan. Franchin, Ongaro, Polacco,Tedesco, Turchetto). Spesso, più semplicemente, da toponimi comuni tipo Bosco, Borgato/Dal Borgo, Canal, Canton, Cavinato, Costa, Da Lio, Dal Col, Dal Mas, Dal Pos, Dalla Torre, Grava, Fontana/Brunner, Hofer, Lago, Montagner, Piazza, Pozzobon, Salvagno, Silvestri. Filone piante-frutti e animali: ai primi si ricollegano i vari Armellin, Brugnera, Ceolin, Fasolato, Fior/Florian, Frasson, Perin/Perale, Kerschbaumer, Viola mentre dai secondi derivano Cagnin, Cavallin, Celegato/Celeghin, Cervi, Colombo, Dal Bo, Finco, Gallo, Gambaro, Gallina, Gatto, Levorato, Lioni, Merlo, Pesce, Volpato, Wolf. Filone titoli: le origini sono nel mondo nobiliare (Baseggio, Biscaro, Castellan, Conte/De Conti, Castoldi/Gastaldello, Da Re, Marchesin oltre al veneziano Duse), ecclesiastico (Chiereghin, Frare, Messner, Patriarca, Prete, Vescovo, Zago), militare (Bandiera, Bardella, Bolzonella, Corazza, Degan, Guerra, Lanza, Penzo, Spada, Stocco, Targa). Filone arti e mestieri: alla categoria più ampia, infine, appartengono Avogaro, Baccarin, Barbieri, Barison, Beccaro, Boscaro, Bottacin/Bottaro, Bottega, Bragato, Businaro, Callegaro, Calzavara, Camuffo, Cappelletto, Carraro, Casarin/Kaserer, Cavallaro, Cogo, Crivellaro, Fabbri/Fabris/Favaro, Facchin, Falconer, Ferrari, Fornaro/Forner, Fornasier, Fusaro, Guidolin, Gruber, Marangoni, Massaro, Malgarotto, Kaufmann, Keller, Pastorello, Pegoraro, Sartori, Scarpa, Segato, Spolaore, Tagliapietra, Tessari. CURIOSITA’ ETIMOLOGICHE Agostinetto: doppia ipotesi, dal latino, “favorito da buoni auspici” o “nato in agosto” Andretta: contiene la radice del vocabolo greco “aner” (= “uomo”) Basile: termine di origine greca ovvero “basileios” che vuol dire regale Bacchin: risale al dio Bacco, da cui deriva anche il termine “bàcaro” (= mescita di vino) Bet: forma tronca di Betto, termine germanico”badu” (= lotta) Carnio: indica persona originaria della Carnia, regione alpina Carraro: cognome tra i più diffusi, rimanda al mestiere di costruttore di carri Cattelan: appellativo che segnala la provenienza dalla Catalogna Crivellaro: il crivello era un arnese usato per separare grani, farine, materiali grezzi Dal Pos: originario di un luogo caratterizzato da un pozzo (vedi Pozzobon) Danesin: si ricollega al vassallo di Carlo Magno, erede danese, alleato dei Longobardi Degano: “decanus” era il sottufficiale dell’esercito romano che comandava a 10 soldati Enzo: come il corrispondente tedesco Heinz, ha in sè la radice “haimi” (= casa) Erizzo: (o anche Rizzi) dal latino “ericius”, porcospino, persona con capelli crespi Fabbian: da Fabiano, santo venerato con Sebastiano, da “faba” (= fava) Falcomer: probabilmente “addetto all’ammaestramento dei falconi da caccia” Fantin: dal latino “infans” (= infante) il cui significato si è trasformato nella catena bambino-giovane-servitore-soldato a piedi al seguito del cavaliere, cioè fante Galiazzo: richiama Galehas, figlio di Lancillotto eroe alla ricerca del Graal Gastaldello: risale al mondo longobardo, diminutivo di “gastald”, amministratore di beni Gavagnin: da “cavaneum”, ossia in italiano il gavagno, cesto Ghezzo: tra varie ipotesi, prevale “aegyptius”, con riferimento alla pelle scura Gottardo: unione di “guda” (= Dio) e hard (= forte), che con “gair” (= lancia) dà Girardi Heinrich: composto da termini germanici “haimi” (= casa) e “rikja” (= potente, ricca) Hofer: come l’omologo Dal Mas indica provenienza da un maso, podere, casa rurale Iuliano: come Giuliani, deriva dal nome gentilizio romano Julius. Levorato: proviene dalla radice di “lepus” (= lepre) Lorenzin: si ricollega a “lauretum” o bosco di alloro Malgarotto: dal cimbro “magarot” (= ventriglio) o dal germanico “mag” (= forza) e “hrothi” (= fama”) Merlino: il noto mago, nella tradizione celtica figlio di diavolo, consigliere di Artù. Messner: colui che in chiesa svolge compiti di sagrestano Nalesso: da “nale”, persona così chiamata, per tradizione, nata nel giorno di Natale Nordio: di derivazione germanica con tema “north”, punto cardinale Ongarato: ricorda l’influsso delle penetrazioni degli Ungari attorno al Mille Orlando: il celebre paladino caduto a Roncisvalle contro i Mori Paccagnella: il veneziano “bacajare” si collega al latino “bacchiare”, chiacchierare Pagnin: forma accorciata di buon-compagno, appellativo beneaugurante Panizzolo: si rifà a “panicium” ovvero diminutivo di pane, alimento base Penzo: variante dalla radice germanica “benè” ovvero banda, vessillo nel gergo militare Peruch: come i più diffusi Perini o Petronio, è collegato al latino “petra” Regazzo: dalla parola arabo “raqqas”, ovvero corriere, messaggero, quindi giovane ragazzo, servo, garzone. Rosolen: un’alterazione del termine Hierusalem, risalente all’epoca delle Crociate Ruffato: persona rossa di capelli o di pelo Sabbadin: nato di sabato, lo “shabbath” che sospendeva il lavoro per gli ebrei Silvestri: dall’etimo latino “silva” (= selva) come Salvagnin Targa: vocabolo di area militare che indicava uno scudo in legno o in cuoio Tessaro: richiama la diffusa attività della tessitura Tormen: cime o gruppi di monti a forma di cupola Vesco-vo: il greco “episcopos” è l’ispettore, chi controlla o guarda sopra qualcosa. Zago: si rifà a “diakos” (= chierico), religioso con la tonsura degli ordini minori Inserito in : storia, tradizione, varie, Commenti dei nostri lettori 1 Complimenti per l'articolo Commento di Alex del 25-01-2008 alle 14:39:05 [2] Interessante, ma che vuol dire ARALDICA? Commento di pax del 16-06-2008 alle 11:05:14 [3] L'araldica è la scienza del blasone, cioè lo studio degli stemmi (detti anche armi, donde il sinonimo "Aspilogia"). ... it.wikipedia.org/wiki/Araldica disciplina che classifica e studia le armi e gli stemmi nobiliari, la loro origine e la loro composizione. library.thinkquest.org/C001514/inglese/glossa.html Lo studio metodico delle armi e degli stemmi gentilizi. www.genealogica.it/manual02.htm Commento di gian del 19-06-2008 alle 14:58:28 [4] dove sono i Sossai? Commento di Ase77 del 09-07-2008 alle 16:27:41 [5] perche' barison ha a che fare con arti e mestieri ? grazie Commento di ric del 20-07-2008 alle 16:46:50 |
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