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cultura, tradizione e credenze venete
Falo’, tradizione e origine dell’ epifania o befana

Postato da: gian il 29-12-2008 alle 11:30

In effetti la parola epifania deriva dal greco "tà epiphan(e)ia" che significa "le manifestazioni della divinità". Nella liturgia cristiana passò a significare "la manifestazione di Gesù agli uomini come Messia".

La festa della Befana ha ORIGINE da antichi elementi folclorici pre-cristiani, recepiti ed adattati dalla tradizione cristiana. In particolare questa figura è probabilmente da connettere a tradizioni agrarie pagane relative all'inizio dell'anno. In tal senso l'aspetto da vecchia sarebbe da mettere in relazione con l'anno trascorso, ormai pronto per essere bruciato per "rinascere" come anno nuovo.
Nel Medioevo, periodo ricco di racconti demoniaci e di magie, si dà molta importanza al periodo compreso tra il Natale e il 6 gennaio, un periodo di dodici notti dove la notte dell'Epifania è anche chiamata la "Dodicesima notte".
È un periodo molto delicato e critico per il calendario popolare, è il periodo che viene subito dopo la seminagione; è un periodo, quindi, pieno di speranze e di aspettative per il raccolto futuro, da cui dipende la sopravvivenza nel nuovo anno.
Ancora oggi un po' ovunque per l'Italia il 6 gennaio si accendono i falò, e, come una vera strega, anche la Befana viene volta bruciata.


Secondo il RACCONTO POPOLARE, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia.
Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.
Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.


LA CALZA

La Befana ritorna puntuale ogni anno, scivolando giù nel camino nelle scure cucine, la Befana trovava tante calze appese presso il focolare, tante quanti erano i bambini che vivevano in quella casa. I bambini, prima di andare a dormire, le avevano appese bene in vista, perché la Befana le trovasse senza fare troppa fatica. Di solito le appendevano proprio sotto la cappa del camino, perché la vecchia le trovasse subito.
Molti le appendevano direttamente alla catena del paiolo, altri a dei chiodi fissi in qualche angolo del focolare. Ma non tutti i bambini usavano appendere le calze per la Befana. Molti altri, invece che le calze, mettevano bene in vista per la vecchia, delle belle scarpe o degli stivaletti. La Befana, si sa, ha sempre tanti buchi nelle scarpe, così avrebbe potuto prendersi quelle nuove e lasciare in cambio i suoi doni. Se invece non ne aveva bisogno, lasciava le scarpe al loro posto e le riempiva di doni e di altre cose.
Se però i bambini non erano stati buoni, ahimè la befana riempiva le calze o le scarpe di carbone che trovava nel camino.


IL FALO’

La notte dal 5 al 6 gennaio, in molti paesi del Veneto si brucia la befana, un falò con la sagoma della vecchia dentro (che io non ho mai capito se fosse o no la befana, e poi tra l’altro a me ricorda molto gli “ignobili” roghi delle streghe del medioevo NDR), bevendo il vin blulè, mangiando la pinza, e cantando al filastrocca per eccellenza:

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!


Secondo la tradizione popolare il vento che trasporta con sé il fumo e le faville del falò indicherà come sarà il nuovo anno appena iniziato. È conoscenza popolare che il garbìn, vento vorticoso con direzione sud-ovest, annuncia la pioggia, essenziale per preparare i campi al prossimo raccolto, mentre il vento fùrlan, da nord-est, porta tempo asciutto, il terreno sarà quindi arido e porterà scarse messi. Perciò…

Se le faìve va al garbin
parécia el caro pa ‘ndare al mulin.
Se le faìve va a matina,
tol su el saco e va a farina.
Se le faìve va a sera,
la poenta impiega la caliera.


Oppure

Pan e vìn
La pinza sotto el camin
Faive a ponente
Panoce gnente
Faive a Levante
Panoce tante
Fuive verso sera
Poenta pien caliera
Fuive verso mattina
Poenta molesina
Fuive a meodì
Poenta oltre al dì
Fun a bassa
Poenta pien cassa


Ciao a tutti….





Inserito in : befana, tradizione, varie,





COMMENTI DEI NOSTRI LETTORI



[1] Dove bruciano la vecchia in provincia di padova?

Commento di Gigi del 02-01-2009 alle 22:48:28



[2] anche in friuli bruciano la vecia

Commento di mez del 06-01-2009 alle 09:59:05



[3] buona befana a tutti e SERENITA' -patTS

Commento di Anonimo del 06-01-2009 alle 10:57:38



[4]

Commento di Anonimo del 10-05-2009 alle 01:18:01



[5]

Commento di Anonimo del 12-06-2009 alle 01:42:41



[6]

Commento di Anonimo del 06-07-2009 alle 04:27:31



[7]

Commento di Anonimo del 06-08-2009 alle 03:02:59





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